E giochi con le asce e alla fine tu splendi come loro rappresenta, attraverso ritratti simbolici, dodici sintomi psichiatrici pacificati: nella vita, sintomi che hanno fatto parte di sé (e giochi con le asce) ma che non fanno più paura (e alla fine tu splendi come loro); nella rappresentazione, sintomi che sono raffigurati ma che osservano distaccati. Il progetto nasce dal bisogno di esprimere un mio vissuto senza ricorrere alle parole e dal desiderio di non esprimere questo vissuto così come è stato ma attraverso la sua pacificazione. Non è importante sapere se io abbia sperimentato in prima persona e con la stessa intensità tutti i sintomi rappresentati. Ciò che conta per me è essermi confrontata con il mio disturbo ed avere avuto un grande beneficio nel riuscire a dargli una forma simbolica nelle fotografie.
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