Ho conosciuto Annamaria, Eva, Francesca, Giada, Jole e Simone quando ho tenuto un corso di fotografia presso la Struttura Residenziale Psichiatrica 1 - Comunità Riabilitativa Media Assistenza di Lumezzane. Li ho ritratti nella propria stanza, circondati da un pieno o da un vuoto di oggetti che hanno scelto per sé. Nel progetto Il timbro del silenzio nelle notti di ospedale ero io ad essere ricoverata, anche se in SPDC anziché in una comunità. In quel frangente portare nelle fotografie “la vita”, mia e di chi era ricoverato con me, era una sfida troppo grande: immersa nel dolore e nei forti rapporti umani rendere giustizia alla mia esperienza mi pareva estremamente difficile. Entrare in confidenza con i ragazzi della comunità è stata per me l’occasione per raccontare di un’esperienza in struttura senza essere travolta dal quel “troppo” che si prova quando si sperimenta un vissuto in prima persona. Ho scelto così di non approfondire come si vive una giornata bensì di riempire le immagini di vita.